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5 x MILLE. Un importante strumento per sostenere varie istituzioni
La legge finanziaria prevede la possibilità di destinare il 5 x mille delle imposte anche all'Istituto Gramsci Siciliano, in quanto organizzazione non governativa senza fine di lucro, iscritta all'albo dell'Agenzia delle entrate. Non costa nulla. Non è una tassa in più. Ciascun cittadino decide a chi destinare il 5 x mille. E' una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit al fine di sostenerne le attività. I modelli per la dichiarazione dei redditi CUD, 730 e UNICO contengono uno spazio dedicato al 5 x mille, su cui si può firmare indicando il codice fiscale dell'ISTITUTO GRAMSCI SICILIANO-onlus 80055350823 nella sezione relativa al finanziamento della Ricerca scientifica e dell'Università. Il 5 x mille non sostituisce l'8 x mille destinato allo Stato e alla Chiesa. Sono due possibilità diverse e si possono utilizzare entrambe per destinare parte delle proprie imposte a fini diversi. 




Istituto Gramsci siciliano, Ordine dei giornalisti di Sicilia, Università degli studi di Palermo, Biblioteca centrale della Regione siciliana 
L'ORA di Nisticò

(1955-1975)
Mostra fotografica
Sala di lettura dell'Istituto Gramsci Siciliano
Cantieri culturali alla Zisa, via P. Gili 4 Palermo


Cinquanta pagine de "L'Ora" tra il 1955 e il 1975
, venti anni di grandi battaglie civili, politiche, culturali per la Sicilia, per la libertà e la giustizia. Una mostra fotografica è allestita nella Sala di lettura dell'Istituto Gramsci Siciliano ai Cantieri culturali alla Zisa: la Fiat di Termini Imerese, l'azione contro la mafia, Carlo Levi e Danilo Dolci, Franca Viola, Leonardo Sciascia e Bruno Caruso, il governo Milazzo, l'8 luglio 1960, il Sessantotto, il referendum sul divorzio, l'alternativa del buongoverno, ecc.  La mostra è stata curata da Michele Figurelli, Mario Genco, Piero Violante, Franco Nicastro, Gaetano Gullo, Linda Pantano, Enza Sgrò e Ignazio Romeo. E' possibile visitare la mostra durante l'orario di apertura della Biblioteca.         


"Un piccolo grande giornale. Una fabbrica di notizie. E una voce civile, in una Sicilia segnata dalle profonde ingiustizie di una modernità incompiuta e distorta e dai generosi tentativi di cambiamento. Un laboratorio di idee, inquieto, autonomo, spregiudicato, irriverente. E un ponte, tra diverse concezioni della politica, della cultura e dell’economia. Nel ricostruire la vicenda storica de “L’Ora”, soprattutto nella stagione della sua direzione da parte di Vittorio Nisticò, tra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta, è proprio questa, forse, l’immagine più pertinente che si addice a quel quotidiano: il ponte. Luogo di frontiera. E di passaggio. Un segno ben evidente della sua storia, un simbolo della sua attualità.
Nato all’inizio del Novecento per iniziativa di una famiglia di imprenditori di ampie vedute, i Florio, e passato di mano ad altri imprenditori, i Pecoraino, ancorati alle idee liberali (erano tra gli editori de “Il Mondo” di Giovanni Amendola) e a un meridionalismo aperto e riformatore, anche dopo il passaggio a una società editice vicina al Pci, “L’Ora” ha sempre conservato, lungo tutta la sua vita, le caratteristiche di un quotidiano sensibile ai fermenti di novità e ai tentativi di trasformazione dei vecchi equilibri. Forte di una identità di sinistra, criticamente aggiornata. Ma non settario. Difensore dell’Autonomia siciliana come strumento di libertà e di progresso, ma mai “sicilianista” e piagnone. Strettamente legato alle questioni della crescita sociale e civile di Palermo e dell’Isola, ma non provinciale, sempre attento, semmai, a quanto di nuovo maturava in Italia e nel resto del mondo. Un giornale di respiro nazionale, insomma, impegnato a dare ai fatti locali il rilievo delle grandi battaglie di rinnovamento e a inscrivere le cronache e i commenti politici degli avvenimenti siciliani nella cornice ampia del riformismo e della democrazia.
Dunque, per i suoi lettori, soprattutto negli anni della direzione di Nisticò e ancora nel lungo periodo in cui la gestione editoriale è stata assunta da una cooperativa dei suoi giornalisti, di cui Nisticò è stato presidente, “L’Ora” è stato un punto di riferimento del cambiamento.

Le battaglie contro la mafia che ne hanno connotato la storia si inscrivono in questo percorso. “La mafia dà pane e morte”, era il titolo dell’inchiesta che, nel 1958, svelava per la prima volta con compiutezza di dati, di fatti e di analisi approfondite, l’intreccio di poteri e interessi tra Cosa Nostra, ambienti della politica e della pubblica amministrazione e settori dell’economia, destando l’attenzione anche della grande opinione pubblica nazionale. Da allora, quell’impegno non era mai venuto meno. La mafia era un freno per lo sviluppo. L’antimafia, una battaglia di libertà, di crescita, di dignità. Da condurre non con denunce astratte e predicazioni moraliste, ma con la concretezza della cronaca documentata, dell’inchiesta sui fatti, del commento puntuale. E con una strategia del confronto, per aggregare, appunto nella stessa battaglia antimafia, tutte quelle forze politiche, economiche e culturali sensibili al futuro di una Sicilia moderna. Se la mafia era il deserto della legalità e della civiltà, “L’Ora” è stato il difensore delle sue oasi, il costruttore di piste per uscirne più vitali e più liberi. 

Un giornale del dialogo, dunque, “L’Ora”. Politicamente schierato a sinistra. Ma autonomo dal Pci, attento a non cedere alla tentazione di “suonare il piffero per la rivoluzione”. E sempre aperto, comunque, alle forze nuove del Psi, dei repubblicani, del mondo cattolico e della Dc e a tutto quanto maturava di innovativo nei vari ambienti della società civile.

Un giornale di cultura, come dimostrano le collaborazioni costanti con intellettuali fieri della propria autonomia di pensiero e di giudizio, come Leonardo Sciascia, per citarne soltanto uno della lunga schiera di “firme” che ne hanno connotato le pagine.

Un giornale curioso, per quanto maturava non solo a Roma e a Milano, ma nelle grandi capitali della cultura europea e soprattutto in quel Mediterraneo di cui la Sicilia e il Mezzogiorno erano componente essenziale, per storia e per attualità.

Un giornale di formazione, per generazioni di giovani intellettuali e giornalisti, attratti da una scuola di severi maestri, Nisticò innanzitutto, ma anche stimolati a crescere e a dare il meglio di sè in un mestiere che richiede passione dell’intelligenza e del cuore, acutezza di giudizio, orgoglio di libera ricerca.

“L’Ora” ponte tra la Sicilia migliore e il mondo, tra i fermenti di rinnovamento e la difesa delle istituzioni pubbliche, tra la società e le sue classi dirigenti. Un ponte fragile, spesso. Ma costantemente tenuto in piedi. Un ponte che oggi ci manca."

 




Le Carte di Pancrazio De Pasquale
Venerdì 22 gennaio è stata consegnata all'Archivio dell'Istituto Gramsci Siciliano la raccolta integrale delle carte (scritti, lettere, discorsi) di Pancrazio De Pasquale, ordinate e catalogate da Simona Mafai. La vita e l'attività di De Pasquale s'intreccia con tutta la storia del Pci in Sicilia, dal 1945 al 1992: egli fu dirigente dei giovani comunisti, poi segretario del Pci di Palermo e Messina, quindi deputato nazionale, regionale ed europeo. Per lunghi anni ha fatto parte del Comitato centrale del Pci.




  Nella collana "Studi dell'Istituto Gramsci Siciliano"
Sebastiano Finocchiaro,
Il partito comunista nella Sicilia del dopoguerra (1943-1948).
Conflitto sociale, organizzazione e propaganda tra collaborazione antifascista e guerra fredda.

Prefazione di Rosario Mangiameli. Caltanissetta-Roma, S. Sciascia editore, 2009.
            
Dalla Prefazione di Rosario Mangiameli:
"[...] il lavoro di Finocchiaro è attento a delineare il dialogo tra le diverse dimensioni - regionale, nazionale, internazionale - in cui si mosse il Pci siciliano in quegli anni cruciali. Ora è possibile guardare le cose con una nuova sensibilità, sfuggendo a facili giudizi di condanna o assoluzione per quei protagonisti della vita politica italiana che furono i partiti politici..."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Pagina creata il 6 agosto 2007, modificata il 31 maggio 2010

 

 

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